“Cosa ha consentito il salvataggio della gran parte degli uomini e delle donne sulla nave Concordia, se non essersi ammutinati, essersi dati idealmente da soli i sette fischi più uno, cioè l’ordine del ‘si salvi chi può’ che non arrivava dal comando?” Una metafora catastrofica e purtroppo reale – l’incredibile tragedia accaduta all’Isola del Giglio – dà la direzione e il senso della proposta di “Ufficio di scollocamento”, libro uscito nelle scorse settimane e scritto a quattro mani di Paolo Ernani e Simone Perotti.
Scollocarsi, in sintesi, vuol dire cambiare e farlo con radicalità, abbandonare stili e conduzioni di vita, uscire, come si dice, dal sistema e volgersi in altra direzione. Ed è urgente farlo perché questo sistema non regge più. Il monito di Perotti ed Ernani è netto: “lavorare e basta, produrre e basta, crescere e basta, a qualunque costo, è distruttivo. Cambiare rotta è indispensabile e urgente.” Chiaro, perentorio e certamente provocatorio. Come si fa a smettere di lavorare in un momento di profondi disagi e drammi legati alla crisi economica? Come si fa ad uscire dal gorgo delle forti tensioni sociali? E soprattutto chi può farlo? Nel suo “Adesso basta”, uscito nel 2009 e bestseller in tema, Simone Perotti, ex dirigente d’azienda ed oggi scrittore e velista, dichiara in modo esplicito che i suoi principali interlocutori sono persone “di successo (chi ha già lavorato molto e duro) o con ottime potenzialità di successo (giovani laureati e intraprendenti)” ma aggiunge anche che la sua vuol essere una filosofia per tutti perché propone un rovesciamento totale di come guardare al valore delle cose e della realtà in cui siamo immersi. E’ la filosofia del downshifting, dello scalare marcia e ridurre, ma anche di sapersi impegnare e pienamente in altre attività e passioni.
Ora è anche nato un Ufficio di scollocamento, che può guidare, formare ed orientare a questa nuova visione della vita. Parole chiavi di questo atteggiamento sono: coscienza di sé, responsabilità, disinteresse, generosità, disciplina, desiderio e poi sogno. Si, ammonisce Perotti, soltanto sognando potremo evitare che “quando sarà tardi, già domani mattina, molti cittadini, come alcuni malcapitati passeggeri della nave Concordia, non riusciranno più a farcela”. E allora il migliore augurio che possiamo farvi per questo week end è: scollocatevi!