Nanotecnologie, oscillazioni, cristalli, frattali e via dicendo: nomi indubbiamente tecnici e da specialisti, che ci tengono un po’ a distanza. Eppure saranno al centro di una iniziativa rivolta a giovani e ragazzi delle scuole superiori: ci riferiamo a “Salviamo il professore. Sette racconti, sette film sulla Scienza” (www.univpm.it), incontro-spettacolo coordinato e diretto da Italo Moscati, giornalista e critico cinematografico. I cortometraggi si legano a situazioni ed episodi della vita quotidiana per spiegare una serie di fenomeni scientifici, appunto quei nomi iniziali un po’ difficili a decifrarsi per i più.
Ma l’iniziativa ha proprio questo scopo: stimolare l’interesse dei giovani per temi scientifici e farlo attraverso l’arte e il suo stile creativo.
SI svolgerà il 24 gennaio, alle 21.00, presso l’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria del Politecnico delle Marche e fa parte di un progetto di più ampio respiro, che coinvolge l’Università marchigiana, la Comunità europea e molti altri partner internazionali: ISWA (Immersion in the Science Worlds through Arts), che ha proprio lo scopo di incentivare l’approccio dei giovani e in particolare degli studenti delle scuole superiori al mondo della scienza e delle sue metodologie. Come farlo? Attraverso ciò che sembra antitetico, appunto l’arte, coniugando quindi ragione e cuore, ordine e disordine, rigore ed emozioni e dimostrando in fondo che le affinità sono molte più vicine di quanto non si creda comunemente.
Emblema del progetto è un libro di Italo Calvino, Le cosmicomiche, e ne cogliamo lo spunto
per una delle nostre rapide segnalazioni. Vi siete mai imbattuti in uno strano personaggio, dal nome impronunciabile: Qfwfq? E’ lui il protagonista principale, un nonno antenato che vive un po’ fuori tempo, corre indietro di millenni, su su fino alla formazione dell’Universo. E prendendo a spunto varie teorie scientifiche, ripercorre a suo modo situazioni e temi che ci riconducono e si perdono nelle domande sulle nostre origini e sui miti: La distanza della luna¸ Sul far del giorno, Un segno nello spazio, Tutto in un punto, Senza colori, e via dicendo. “Il mio intento – scrive lo stesso Calvino – era dimostrare come il discorso per immagini tipico del mito possa nascere da qualsiasi terreno: anche dal linguaggio più lontano da ogni immagine visuale come quello della scienza d’oggi.” Certo QfWfQ o come diavolo si chiama ci è simpatico: smorza con umorismo qualcosa che ci affascina ma che facciamo fatica a comprendere e riumanizza: la luna si allontana per le maree? Ma dietro emergono anche vecchie storie di innamoramenti e tradimenti. Il big bang è all’origine dell’Universo? Beh immaginate come si poteva stare stretti, tutti concentrati in un punto…
Il senso umoristico e giocoso quindi è molto presente in questo libro e Calvino stesso richiama i comics, le strisce di fumetti, ed anche le comiche mute all’origine del nome del titolo. Ma ovviamente al centro del suo interesse c’è la letteratura: “Quel che la letteratura può fare è definire l’atteggiamento migliore per trovare la via d’uscita dal labirinto…”
Per i ragazzi interessati è importante ricordare che il progetto ISWA prevede la possibilità di partecipare ad un concorso, per i prossimi mesi, presentando e realizzando opere sulla base di questioni scientifiche per ciascun delle seguenti aree artistiche: Danza Moderna; Cinema; Arte contemporanea; Immagini; Letteratura. Sul sito sono indicate modalità e regolamenti.
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