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Alice nel paese delle cose

Alice nel paese delle cose è il titolo dell’interessante appuntamento che si è svolto oggi a Fabriano: una giornata formativa dedicata ad operatori giovanili, insegnanti, animatori, amministratori e operatori del divertimento, promossa dalla Comunità di Pratiche delle Marche sulle politiche giovanili, con il patrocinio dell’Ambito Territoriale Sociale n. 10 e del Comune di Fabriano. Il tema che è stato trattato aveva come titolo “ragazzi e consumi ai tempi dell’iPod”.

A parlarne sono stati lo scrittore Aldo Nove, il dj Alessio Bertallot, l’esploratore di immagini Michele Marangi, l’organizzatore del festival SummerJamboree Andrea Celidoni. Noi abbiamo partecipato perché crediamo che anche l’informazione (per esempio quella che diamo ogni giorno all’Informagiovani) sia un prodotto di consumo ed è importante capire quale sia la modalità migliore di confezionarlo, proporlo, gestirlo.

Alcune cose le abbiamo forse capite, altre ci hanno stupito, altre ancora fanno forse ancora parte di un meraviglioso mondo (per parafrasare il titolo) che è ancora tutto da scoprire. Proviamo in questo post a sintetizzare alcune considerazioni. La prima è che la smaterializzazione ha “aggredito” ormai in maniera significativa anche il mondo dei consumi: consumiamo maggiormente cose immateriali e questo crea una sorta di legame con i nostri consumi molto più simile a quello che abbiamo con i ricordi piuttosto che quello che ci lega agli oggetti. Un legame più forte emotivamente, forse, e meno coercitivo fisicamente; ma anche un legame facilmente fungibile e connesso alla capacità che abbiamo, come per i ricordi, di conservarne alcuni e abbandonarne altri.

Stando così la questione è aumentata esponenzialmente la commistione di una varietà di oggetti diversi di consumo: in realtà la sensazione è quella di essere in una situazione in cui, in realtà, consumiamo più esperienze che cose, oggetti materiali.

Questo rende forse necessaria una maggiore consapevolezza di ciascun gesto che compiamo: sarebbe opportuno conoscere ed avere piena coscienza della portata che hanno gesti come quello di aprire una pagina su Facebook, scaricare un brano da internet, postare un video su youtube (giusto per fare qualche esempio).

Cosa questo possa significare in termini di fruibilità da parte di chi consuma (quindi anche nostra) rimane più incerto; la nostra impressione è che in questa fase di trasformazione (come da anni si va dicendo, ma le trasformazioni sono a volte processi lenti e lunghi) sia più importante sospendere a volte il giudizio ed attivare tutta la nostra attenzione. Presto ci verrà chiesto, come efficacemente ha detto uno dei relatori, di passare da consumatori a consuma-autori.

Per chi volesse, i contributi del convegno si potranno trovare nei prossimi giorni su RadioTLT

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